Per vivere da sani

glifosate

Nella Piana di Gioia Tauro si ricomincia a credere che l’agricoltura possa riprendersi.

L’acqua c’è stata, il tepore di una primavera incostante si fa sentire, la fioritura  è  esplosa sugli olivi e su tutti gli altri  ed anche il prezzo dell’olio è in risalita.

I problemi legati al costo del lavoro e quindi al costo della vita restano, ma l’agricoltore ama la sua terra come fosse una sua  figlia ed è lì, accanto a lei, pronto ad averne cura spiando il sorgere di ogni nuovo giorno sperando che il caldo e l’umidità eccessiva non facciano esplodere la vita degli insetti nocivi per frutti e foglie mentre  monta la fresa al trattore per trasformare in concime l’erba alta che la pioggia abbondante dei giorni scorsi ha fatto crescere sui terreni.

E vogliamo anche credere che l’agricoltore non curi i malanni dei suoi alberi con rimedi che, anche se al momento curano la patologia di cui la pianta soffre,  danneggiano la qualità del prodotto mettendo in forse la salute di tutti noi e quindi diciamo un deciso NO ai glifosati per distruggere l’erba, diciamo  No ai veleni sui frutti e ci piace ricordare gli antichi rimedi dei tempi quando dagli alberi  pendevano bottiglie con misture in cui annegavano gli insetti attratti dagli odori che ne fuoriuscivano.

Quelli erano tempi in cui i frutti non avevano sempre un aspetto ” perfetto “, ma la qualità era eccellente ed il sapore ormai  fa parte dei ricordi di chi ha i capelli bianchi.141Biodiversità-agricoltura-biologicaimages

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