Attentato

 

Lo Statuto dei Lavoratori, quella normativa che ha tutelato la dignità del lavoro proteggendolo da soprusi ed illegalità di varia natura, improvvisamente, al governo del momento sembra che non produca lavoro.

E sempre questo governo il primo assalto allo Statuto dei lavoratori lo ha dato con le modifiche all’articolo 18 che permette il licenziamento per motivi economici anche quando i motivi economici non ne sono la motivazione reale, infatti sembra che basta avere la tessera di appartenenza ad un sindacato non gradito al titolare della ditta per essere mandato a casa.

Ed a questo punto non possiamo ricordare i tempi in cui una tessera che dimostrava l’appartenenza ad un partito di sinistra era sufficiente per non avere accesso al lavoro.

Ed ora, in maniera altrettanto improvvisa, ma forse qualche relazione la si potrebbe trovare con il passato discriminatorio tra gli appartenenti alla DC e quelli  al PCI, tornano alla mente i recenti viaggi del nostro capo del governo con l’attuale papa, viaggi in parte sovvenzionati da questo affamato popolo italiano e torna alla mente la prerogativa di non affrontare l’IMU per gli istituti che appartengono alla Chiesa e sorgono sul suolo italiano e non possiamo tacere che molti di questi istituti religiosi che oggi restano chiusi a qualunque prospettiva di impiego per carenza di vocazione religiosa potrebbero dare ospitalità a molte famiglie senza casa ecc ecc..

….perché questi non sono che la punta di un iceberg fatto di privilegi.

Ed ora ricordiamo che quello che viene denominato “Statuto dei Lavoratori” è una legge e precisamente la legge n° 300 del 20 maggio del 1970 che recita :” “Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento”,

E ricordiamo ancora che il “lavoro” è un diritto dei cittadini italiani ed un dovere della nostra Repubblica Italiana infatti l’articolo N° 4 recita :

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

E vogliamo ricordare ancora uno dei principi fondanti di questa nostra bella e travagliata storia  di democrazia  che  è quello che garantisce la laicità della nostra Repubblica.

 

 

 

 

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