BATROCERA OLEAE, killer delle olive

Il costo del lavoro agricolo è alto, il prezzo dell’olio è basso e poi arriva la Batrocera Oleae, ossia la mosca olearia, che, nel periodo estivo di caldo quando l’umidità è alta, imperversando tra le olive di tutte le regioni olivicole,  ne danneggia il raccolto sia qualitativamente che quantitativamente.

Questo killer delle olive, dopo aver trascorso l’inverno nel terreno, con il caldo decide di dar corso al suo ciclo vitale deponendo le uova nelle olive la cui polpa diventa il nutrimento delle larve ed , ovviamente, diminuendo la la quantità di polpa diminuisce la quantità di olio prodotto, che, essendo prodotto dalle olive bacate, ha una spiccata acidità.

Non bisogna dimenticare che le olive attaccate dalla mosca oleraria  possono perdere “vitalità”  e non riuscendo a portare a termine il regolare ciclo di maturazione  cadono a terra prematuramente.

La guerra che gli olivocultori ingaggiano contro la mosca olearia avviene sia attraverso prodotti chimici che attraverso trappole, ma il costo  sempre elevato e la vittoria incerta vanno ad incidere negativamente sulle spese,  già al negativo, sostenute dagli agricoltori.

Ed allora?

Torniamo ai rimedi antichi di lotta alla mosca olearia, rimedi che riescono ad assicurare un risultato positivo al rapporto tra costi e risultati. La ricetta, noi di Aida, l’ abbiamo avuta da Andrea Pagliantini, un agricoltore di Vertine che ama la terra, la rispetta e ne difende i valori e noi  ne diamo conoscenza.

Il Pagliantini suggerisce di mescolare l.10 di aceto con kg. 1 di miele e con questa mistura riempire bottiglie di plastica per meno della metà, praticare un foro non molto grande sulla parte vuota della bottiglia ed aver cura di appenderne una ogni paio di alberi di olivo stando bene attenti a posizionarle in direzione sud.

I vecchi agricoltori della Piana di Gioia Tauro suggeriscono  di mettere nelle bottiglie di plastica una sarda insieme a dell’acqua zuccherata.

I risultati si dovrebbero vedere da subito.

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2 pensieri su “BATROCERA OLEAE, killer delle olive

  1. Andrea Pagliantini

    Non c’è bisogno di mettere le bottiglie così fitte, una ogni decina di piante dovrebbe andare bene, le mosche sono attratte dal profumo e vanno tutte verso la bottiglia rimanendoci con l’afore dell’aceto.
    Ma allora? Funziona o no il sistema?

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