Lavoro agricolo al femminile

Parlare del lavoro delle donne del Sud equivale a tracciare la storia della vita agricola di questa parte della nostra Italia perchè l’apporto dalle donne dato allo sviluppo di questo settore  è stato determinante ed a basso costo.

Bisogna ricordare, infatti, che la discriminazione nel campo lavorativo agricolo, tra uomo e donna, nei tempi antichi, nel Sud, ma non solo nel Sud, era “cosa buona e giusta” in quanto il lavoro femminile aveva un costo estremamente inferiore a quello maschile ed era proporzionato non alle ore lavorative bensì alla quantità di prodotto raccolto,olive, arance o altro che fosse.

Ogni sera, le contadine della Piana, in fila come soldatini, sotto l’occhio vigile del caporale o del guardiano facevano la conta dei sacchi di olive raccolte ed intascavano poche lire.

Si lavorava sotto la pioggia, si raccoglievano olive nell’acqua, nella neve e si lavorava sino a quando la luce del giorno lo consentiva.

Le dita gonfie, le unghie aggredite dalle micosi, i piedi nel fango, ma le mani, come macchinette elettriche, muovevano le dita con ritmo costante per raccogliere le olive da terra e le lasciavano cadere nel marsupio trattenuto in vita da una cintola.

Le bambine, seguivano le madri durante il loro lavoro, ed anche loro, con il marsupio sulla pancia, sin da piccole imparavano la tecnica della raccolta a mano delle olive.

L’analfabetismo era altissimo, ma i figli ed i nipoti di quelle madri con i volti, le mani e le schiene segnate da un lavoro che non aveva numi tutelari oggi firmano nel mondo le opere più ardite e complesse in ogni settore del progresso umano e della creatività.

La presenza delle macchine agricole ha posto fine al lavoro delle raccoglitrici di olive, ma la donna nell’agricoltura è ancora oggi una figura importante, anche se ieri come oggi lavora su un piano subalterno a quello maschile.

Lei stende le reti per la raccolta delle olive lunghi pendii che anche le capre percorrerebbero con difficoltà, lei è addetta  a quasi tutti i lavori manuali più pesanti e continua a percepire una paga inferiore a quella degli uomini

Il caporalato è fuori legge, ma le vie della Piana di Gioia Tauro  di buon mattino sono percorse da furgoni piene di donne che il caporale porta al lavoro ed ognuna di loro gli lascia ogni giorno, cinque euro della sua paga.

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