Il lavoro? Il lavoro! Mah

Il lavoro sembra sia diventato l’oggetto misterioso che tutti cercano, la panacea di tutti i programmi politici, la disperazione di chi lo ha perduto,  il condimento della libertà e dignità sociale di qualunque contesto socetario, ma continua a restare per molti giovani del Sud un punto di partenza non ancora individuato sul loro orizzonte.IL lavoro non esiste  eppure l’edilizia cresce selvaggia, i parcheggi sono pieni di macchine, le nostre case sono stracolme di televisori, friggitrici ecc, il nostro vestiario è griffato,  saccheggiamo giornalmente i supermercati ed allora dov’è l’ingrippo? Quale passaggio mi è sfuggito?

La signorina in rosso è di buona famiglia e lei non vuole lavorare.Ha appena rifatto le unghie.Lo stambecco è un figlio del popolo e da sempre cammina in salita e quindi  non può che crepare di fatiga. Quella tipa che cammina tra gli ulivi ha tutta l’aria della padrona ed è giusto che non lavori,sarebbe antistorico se lo facesse.I padroni sono nati per comandare.Abbiamo l’uccellino, ma quello poverino è un politico e se vuole restare sulla pltrona è bene che taccia e quindi lui lavora perchè fa una gran fatica a tacere.E poi ci sono le donne, ma quelle è giusto che lavorino! Da quando hanno offerto quella maledetta mela ad Adamo  non  fanno altro che lavorare per lui. E poi c’è il cane e lui ha lavorato tutto il giorno correndo dietro ai suoi padroni quindi merita anche il riposo all’ombra.

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2 pensieri su “Il lavoro? Il lavoro! Mah

  1. Andrea Pagliantini

    La parola antistorico la usavano i sinistri negli anni 20 a proposito del fascismo e si ritirarono sull’Aventino in attesa che l’antistoria teorica svanisse.
    Sveglia perchè se si sta dietro a queste teorie ci rivoltano ancora, ma per i prossimi cento anni.
    O ci si sveglia un poco dal torpore e dall’anestesia o finisce ci si fa cacare in capo dalle moshe.

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  2. angelica rago

    Mio caro Pagliantini,svegliarsi è bene, ma i padroni non hanno mai lavorato! Ed oggi più che mai questo è vero, a meno che non si voglia considerare lavoro il trasporto all’estero di danaro. In questo sono veloci, capaci, attenti e non si concedono ferie.Angelica

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